Giulia Pasqualin

FIL
La Storia della Bosnia Erzegovina è pregna dei soprusi subiti dai grandi imperi; da quello Ottomano a quello Asburgico, fino a giungere alla Guerra degli agli anni ‘90 una tragedia umana create per gli interessi di pochi e che si conclude con il Genocidio di Srebrenica. 
Ivo Andric nel “Il Fil” narra proprio dei sentimenti del popolo oppresso che nell’elefante del visir e le sue malefatte trova la causa della sua sofferenza. Ma è anche questo subire poteri di diversa origine che ha dato vita ad una cultura unica e sfaccettata che affonda le sue radici sia nella tradizione medio orientale che in quella europea.
Questo progetto nasce quindi dalla ricerca nel rappresentare una cultura che da un lato ancora oggi vive nella sofferenza per le vittime del Genocidio e per gli strasichi della guerra, mentre dall’altro la sua grande tradizione da apprezzare e che nasce dal mescolare radici diverse, sperando che sia oltre che un buon esempio di multiculturalità, un monito di come lo stigma impostoci verso la diversità, possa dar vita solo a scontri demagocici in cui a pagare il prezzo più alto è il popolo.
Progetto fotografico realizzato tra il 2013 e il 2016 e tutt'ora in continua evoluzione. Le immagini di reportage sono state riprese durante i funerali delle vittime del Genocidio di Srebrenica presso il memoriale di Potocari in Bosnia Erzegovina. Gli oggetti accanto sono tutti stati acquistati in varie località bosniache come piccoli elementi che rappresentano la cultura bosiaco-erzegovese. Tutti i diritti sono riservati alla fotografa Giulia Pasqualin.